C’era bisogno di un blog?

Avrei potuto viaggiare e tenere per me le esperienze di viaggio.
Oppure avrei potuto usare Instagram e Facebook per condividere qualche immagine e qualche riflessione (che comunque uso a questo scopo).

E invece ho pensato di avviare questo blog, ma non perché credo che sia così importante seguirmi: la prima spinta è sì egoistica ma non narcisistica.
Scrivere serve a me, ma amo rendere accessibile quello che scrivo per prendermi un impegno, darmi delle regole e magari ispirare qualcuno

Ho avuto il primo blog nel 2004, sotto pseudonimo (era l’epoca di Splinder): un’esperienza bellissima che mi ha dato molti amici che sento ancora oggi.
Poi ho scritto su blog multi autore, blog aziendali e infine nel 2013 ho avviato il blog su LinkedIn che ha dato il via al mio business nella formazione.

Insomma, scrivere e scrivere su un blog fa in qualche modo parte di me, e volevo che facesse parte di questa esperienza.

Avrò il coraggio di farlo?

Non ho fatto l’Erasmus e nemmeno l’Interrail d’estate.
Non sono partito per un lungo viaggio dopo la laurea e non ho mai fatto grandi viaggi. E non mi è mai pesato più di tanto non aver fatto queste esperienze.

Affermavo sempre “amo viaggiare”, eppure ero sempre a casa.
Ok, c’è stato un periodo in cui non avevo la possibilità economica.
Poi quello in cui non avevo tempo e anche quello in cui non avevo compagnia.
Se c’era una cosa che non mi mancava erano sicuramente le “scuse”!

Nel 2014 ho scritto nella mia lista dei 100 sogni “fare un viaggio di più di un mese.
Nel 2016 ho cominciato a pensare all’idea di un periodo sabbatico.
Da lì è partito un lungo lavoro, prima di tutto su me stesso, perché ho scoperto che il primo ingrediente per realizzare un sogno e accettare di meritarselo.

C’è anche stata la fase di “test”: weekend lunghi in Europa, per provare a viaggiare da solo, con uno zaino in spalla, dormendo in ostello.

In 2 anni ho quindi lavorato su più livelli: quello psicologico, quello economico, quello della pianificazione del viaggio, ed ora sono pronto ad iniziare l’avventura: il 23 gennaio parto per 16 settimane in Sud Est Asiatico. Da solo, con un bagaglio a mano sulle spalle.

A lungo mi sono chiesto se, visto il mio passato, avessi veramente avuto il coraggio di farlo.
Sia chiaro, in senso assoluto non sto facendo nulla di così eccezionale! Tanta gente viaggia a lungo, molto più a lungo, in condizioni più difficili e compiendo delle vere imprese.
Ma questa per me è un’avventura che rappresenta una conquista importante.

Sarà la prima tappa di un intero anno sabbatico (che potrebbe proseguire in Sud America e in Africa) o l’unico lungo viaggio di questo anno?
Questo oggi non lo so, e non è nemmeno importante.