Hanoi e Cat Ba Island: la città e la natura più iconiche del Vietnam

Mi viene da sorridere a pensare che avevo programmato di stare solo 2 settimane in Vietnam!
Per fortuna ho seguito il consiglio di altri viaggiatori ed ho fatto il visto 30 giorni, che alla fine ho usato fino all’ultimo: solo tra Hanoi e Cat Ba Island ci ho speso quasi una settimana.

Hanoi, la capitale del Vietnam, per me è stata una bella sorpresa. E’ una metropoli da quasi 8 milioni di abitanti, ma meno moderna di Ho Chi Minh City e rappresenta un po’ di più il Vietnam che si ha in mente, quello iconico.
Il quartiere vecchio ad esempio è davvero un caos unico dalla mattina presto alla notte tarda, dove si compra e si vende di tutto, e si mangia a qualsiasi ora in strada.

Per molti viaggiatori Hanoi è la base per le escursioni in montagna (Sapa è stata la mia tappa successiva) e verso la mitica Halong Bay.
Io invece di Halong ho optato per la meno turistica Cat Ba Island da cui partono le crociere per Lan Ha Bay, che sta affianco ad Halong, ha lo stesso panorama, ma un decimo della folla.

Alla fine, se dovessi tornare in Vietnam sicuramente vorrei passare di nuovo qualche giorno ad Hanoi, ma onestamente salterei il bis ad Halong/Cat Ba (forse l’aspettative era troppo alta).

Mezzi utilizzati: bus, Grab bike, bicicletta, traghetto, barca, e ovviamente i miei piedi!
Persone incontrate: Michele, italiano (veneto!) giramondo da quando ha 20 anni; Hang, la guida universitaria con cui ho fatto il primo walking tour ad Hanoi;  Mr Tee, la guida simpaticissima durante la crociera a Cat Ba Island; Andrea, italiano che vive ad Amsterdam e con cui ho condiviso la cabina in crociera; Katuska e Samuele, dalla provincia di Varese in viaggio in Vietnam; e ho ritrovato il mio amico Serguei per una cena.
Cibo da ricordare: caffè all’uovo, banh my vegetariani deliziosi ed un infinito buffet vegano
Posti memorabili: train street…che brivido un treno che ti sfreccia a pochi cm; il museo e mausoleo di Ho Chi Minh…venerano davvero “zio Ho”!

A Battambang via fiume: che avventura!

Prima che Liana mi dicesse qualche mese fa “Mi raccomando, da Siem Reap vai a Battambang con la barca, non con il bus”, non sapevo nemmeno che Battambang fosse una cittadina da visitare in Cambogia.

Sono stato tentato di abbandonare l’idea della barca, perché sapevo da racconti di viaggiatori che in questa stagione secca in alcuni tratti il livello dell’acqua del fiume è troppo basso per navigato.
Ma alla fine ho abbracciato la sfida, e meno male!

E’ stata una delle più belle esperienze della mia vita, forte, non sempre piacevole, ma un’opportunità unica per vedere come vivono ancora oggi tantissime persone nei villaggi galleggianti.

E poi perché nel viaggio ho trovato due ragazze di Padova con cui sono diventato molto amico!

Il viaggio è stato super, e Battambang mi è piaciuta molto. Non c’è nulla da vedere in città, però è piacevole passeggiare sul lungo fiume e vedere le architetture francesi degli anni del protettorato.

Le cose più belle sono fuori: villaggi, templi, rovine di tempi, pipistrelli giganti vegetariani e milioni (ma milioni!) di pipistrelli che volano al tramonto.

Una tappa speciale di questo viaggio in Cambogia, anche se mi è mancata un po’ la follia di Siem Reap e JJ.

Mezzi utilizzati: barca, pick-up, tuk-tuk, bicicletta e ovviamenti i miei piedi!
Persone incontrate: Simona e Annalisa, italiane innamorate dell’Asia; Catherine, signora francese incrociata già a Siem Reap e diventata compagna di escursioni; GuGu, ragazzo francese che vive gratis a Phuket in cambio di lezioni e animazione; Dery, originario di Battambang, co-gestisce un ristorante francese
Cibo mangiato: ravioli fritti, riso e noodles con verdure fritti e in zuppa, lok lak vegetariano (con tofu), cocco fresco, torta al cioccolato e tamarindo (dalla pianta)
Posto più bello visitato: la collina da dove si vede il volo dei pipistrelli al tramonto!