Phnom Penh: la capitale che non ti aspetti

Lo dichiaro subito, Phnom Penh è la mia città preferita fino ad ora, non solo in Cambogia.
Mi piace perché è grande ma non enorme, perché ha una sorta di centro attorno a cui si dipana la città, perché l’ho trovata poco aggressiva ed ha un lungo fiume davvero bello.

Sono stato a Phnom Penh in tre volte distinte, facendola luogo di partenza e ritorno per le visite a Kampot-Kep e Kratié-Mondulkiri.

Ho cambiato 4 ostelli diversi, mangiato in strada e in ristoranti, fatto bucato, visitato i luoghi del genocidio, passeggiato in riva al fiume, visto albe e tramonti, fatto shopping e vissuto un po’ di vita notturna (molto vivace!).

Ho ritrovato qui per una cena le mie nuove amiche Simona e Annalisa e trovato nuovi amici con cui ho condiviso la visita ai luoghi del genocidio, Aurora e Milo.

Questo video è un mix di queste 3 distinte visite, un piccolo tributo a questa capitale che mi ha sorpreso.

Mezzi utilizzati: tuk tuk, minivan e ovviamente i miei piedi!
Persone incontrate: un ragazzo pachistano (di cui non ricordo il nome) che sogna di vistare l’Italia); Aurora e Milo, coppia di italiani in arrivo dal Vietnam; Kdey, giovane cameriere in un caffè che mi ha fatto conoscere un po’ di vita notturna.
Cibo mangiato: gelato al cocco, noodles e riso con le verdure (anche istantanei a cui basta aggiungere acqua calda), dahl indiano, num banchok (tipica zuppa Khmer in versione vegetariana)
Posto più bello visitato: per bellezza il lungo fiume, per impatto emotivo ii luoghi del genocidio.

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